Attività

Portiamo aiuti nei paesi più remoti e inaccessibili, luoghi in cui nessun altra associazione umanitaria è presente. Offriamo diverse tipologie di aiuti mirati al miglioramento dei loro mezzi di sussitenza in modo sostenibile.

RELAZIONE SULL’ATTIVITA’ DELLA FONDAZIONE LA ROSA ROSSA ONLUS

La Fondazione La Rosa Rossa Onlus ha ottenuto il riconoscimento giuridico come ente nel dicembre del 2012 e quindi ha potuto concretamente iniziare a perseguire i suoi scopi istituzionali nel 2013.

La Fondazione La Rosa Rossa si propone di implementare iniziative di solidarietà sociale, soprattutto concentrate nel campo socio-sanitario, dell’istruzione, della formazione e della beneficienza, senza che siano contemplati, ex-ante, particolari limiti in ordine all’area geografica sulla quale esercitare tale attività, ovvero alle specifiche modalità di intervento o ancora, infine, in ordine ai soggetti beneficiari di tale attività.

In concreto, la Fondazione ha tuttavia sinora scelto quale area di operatività il territorio della Repubblica di Eritrea e questo in ragione sia della crisi umanitaria che ha colpito quel Paese negli ultimi anni, sia perché si era inizialmente ritenuto di concentrare l’attività della Fondazione in campo ortopedico, in particolare fornendo protesi a coloro che a causa di guerra, malattia o incidenti avessero subito mutilazioni.

Sono emersi sin da subito due tipi di difficoltà.

In primo luogo, confrontandoci sia con funzionari del Governo locale, sia con esponenti di altre Onlus o ONG operanti sul territorio eritreo, abbiamo dovuto rilevare che, al momento, la fornitura di protesi non rappresenta per il Paese una priorità. E’ vero che gli eventi bellici (l’Eritrea ha combattuto contro l’Etiopia dal 1978 al 2000) hanno provocato numerosi casi di mutilazione (anche dopo la fine della guerra, dato che lo sminamento di ampie zone di confine è avvenuto solo negli anni successivi), ma le Autorità Sanitarie locali sono riuscite a fronteggiare l’emergenza, dato che il fatto che la produzione di protesi non richiede un know-how particolarmente avanzato, almeno per sopperire alle necessità di base.

In secondo luogo, essendosi appena costituita e disponendo di mezzi relativamente limitati, la Fondazione non disponeva (e tuttora non dispone) di proprie strutture operative in loco, per cui si è reso necessario trovare dei partner che provvedessero materialmente all’erogazione dei servizi da noi finanziati e alla concreta realizzazione dei progetti comuni.

Alla fine, la scelta è caduta sull’Istituto delle Figlie di Sant’Anna. Presente in Eritrea sin dal 1886, con 22 case di missione e 160 suore attive sul territorio, offre assistenza sanitaria (7 centri sanitari), promozione della donna (14 centri di lavoro), istruzione (24 scuole materne, 5 primarie e 2 secondarie), accoglienza (3 case per orfani), assistenza pastorale (20 centri) a giovani, anziani, ammalati e carcerati.  Ha in corso programmi di sostegno a distanza di scuole, bambini e donne in difficoltà, di educazione sanitaria, di promozione della donna e progetti di costruzione di scuole, pozzi d’acqua, forni e impianti solari per le comunità dei villaggi.

Il forte radicamento territoriale le rende quindi perfette conoscitrici della realtà locale, sia in termini di identificazione dei bisogni della popolazione, sia in termini di capacità di valutazione delle difficoltà operative legate alla situazione socio-politica del Paese, che spesso rende difficoltosa anche l’azione umanitaria.

Con le Suore di Sant’Anna abbiamo condiviso alcuni progetti, parzialmente finanziati dalla fondazione. In modo particolare, le principali aree di intervento nel corso degli ultimi tre anni sono state le seguenti:

Progetto ovini.

Consiste nella fornitura a famiglie bisognose di capre o pecore, animali resistenti e capaci di sopravvivere con le poche risorse che il territorio mette a disposizione. Vengono distribuiti esemplari gravidi o con agnellino, il che permette alle famiglie assegnatarie di un incremento di reddito derivante dalla futura vendita degli agnelli, ma anche di un miglioramento del regime alimentare, tradizionalmente povero di proteine, grazie al consumo di latte e derivati e, una volta cresciuto i gregge, anche di carne. Inoltre, la famiglia beneficiaria si impegna a cedere ad un’altra famiglia bisognosa il secondo agnellino, in una catena virtuosa di solidarietà. Negli ultimi tre anni la Fondazione ha finanziato l’acquisto di 120 capi: 25 nel 2013, 50 nel 2014 e 40 nel 2015, con un esborso complessivo di € 14.000.


Progetto Pannelli solari.

Il territorio eritreo è soleggiato praticamente tutto l’anno. L’energia solare, quindi, rappresenta una soluzione quasi ovvia al fabbisogno energetico del Paese. Il progetto consiste nell’installazione di pannelli solari che accumulano energia elettrica durante il giorno e la rilasciano nelle ore serali. In questo modo, oltre a garantire un maggior numero di ore di luce al giorno, si rende disponibile una fonte di energia economica, abbondante ed ecologica. Nel 2013 la Fondazione ha finanziato l’acquisto e l’installazione di 25 pannelli solari, con un investimento di € 3.000.


Forni Mogogò.

Si tratta di forni tradizionali eritrei, il cui funzionamento richiede un consumo di legna inferiore anche del 50% rispetto a forni normali. Di conseguenza, viene dimezzata anche l’emissione di fumi e ceneri e quindi viene ridotta sensibilmente l’incidenza di malattie respiratorie nei bambini che vivono in quelle abitazioni. Oltre tutto, i forni sono prodotti da una cooperativa di donne e anche per questa via, quindi, si favorisce lo sviluppo di una micro-economia. Nel 2014 la Fondazione ha finanziato l’acquisto di 25 forni “ecologici” Mogogò, con un esborso di € 2.000.


Sostegno a bambini affetti da HIV.

La piaga dell’HIV, diffusissima in Eritrea, colpisce in modo particolare i bambini orfani, i quali, non avendo chi bada loro, sono di fatto abbandonanti a se stessi. La Fondazione si è fatta carico di otto di loro, orfani di uno o di entrambi i genitori. In questo caso, si tratta di bambini che comunque vivono con il genitore superstite o con altri familiari e quindi non sono del tutto abbandonati. Il Governo fornisce loro adeguate cure farmacologiche, ma la patologia di cui soffrono richiede una dieta particolarmente ricca dal punto di vista proteico, cioè, in pratica, un consumo di carne che non solo non appartiene alla tradizione eritrea, ma soprattutto comporta costi non sostenibili soprattutto per chi già vive situazioni familiari e sanitarie precarie. L’intervento della Fondazione è quindi mirato a garantire a questi bambini un regime alimentare adeguato alle loro necessità e si prolungherà fino al raggiungimento della maggiore età dei ragazzi assistiti.

Il Progetto e lo stato dell’Arunachal Pradesh

.Il villaggio di Dhonekhona non beneficia ne’ di strade asfaltate, ne’ di energia elettrica stabile. L’escursione climatica e’ estrema, da -10 gradi d’inverno a +40 d’estate; l’umidita’ eccede il 90%. Attualmente I bambini del villaggio di Dhonekhona non possono usufruire di scuole statali, per via della remotezza logistica del villaggio, e della carenza di professori statali. Quelle poche scuole statali che funzionano nei villaggi della regione, offrono tipicamente solo 2-3 ore di lezioni al giorno, e solo durante alcuni giorni della settimana.

La carenza di scuole statali funzionanti nel distretto impedisce anche la mobilita sociale: l’analfabetismo e la scarsa conoscenza della lingua ufficale primaria (l’indu’) o dell’inglese significa che pochissimi degli abitanti del distretto vanno a cercare lavoro in citta’: la maggioranza lavora come braccianti nei latifondi che coltivano la pianta del te’.Il tasso di disoccupazione e’ molto alto, specialmente tra gli uomini (mentre le donne trovano piu’ facilmente lavoro come braccianti nelle piantagioni e nell’agricoltura).

Gli abitanti di Dhonekona sono prevalentemente di religione indu’ e buddista, con solo qualche famiglia animista o Cristiana o di altre religioni.Gli abitanti vivono principalmente in case di bamboo e legno a tipo palafitta, che sono spesso soggette a inondazioni a causa delle condizioni climatiche della zona pre-monsonica dell’Himalaya.

Alcune nostre iniziative

Forni Mogogo ecologici

In Eritrea la Rosa Rossa ha costruito 45 forni Mogogo. Questi forni sono più efficienti perché permetto un risparmio del 50% di legna, peraltro scarsa. Inoltre rendono nulle le emissioni di fumo e cenere all'interno dell'abitazione

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Scuola in India

La scuola attualmente in costruzione sorge nel villaggio rurale di DhoneKhona, a 10 km da Namsai, nello Stato dell’Arunachal Pradesh, il più orientale degli stati indiani.

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Ovini per le famiglie

Gli ovini offrono alle famiglie bisognose dell'Eritrea una garanzia di nutrizione per i più piccoli e contribuisco inoltre al reddito delle madri. Finora abbiamo donato più di 125 pecore e capre a famiglie in villaggi rurali.

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